STRIPPING SULLA SPONDA DELL’HUDSON

STRIPPING SULLA SPONDA DELL’HUDSON

LAURA BOSS

Traduzione di Nina e Nat Scammacca

Stripping sulla sponda del’Hudson

a cura di Nina e Nat Scammacc

la edizione italiana: 1988

From: On the Edge of the Hudson (Cross-Cultural Communications) & Stripping (Chantry Press) 1982/1986

Paperback ISBN 0-89304-522-5 Hardcover ISBN 089304-523-3

Le poesie del volume «Stripping sulla sponda dell’Hudson» di Laura Boss sono un commento sulla classe media benestante americana, come le poesie di Louis Simpson, ma nel nostro caso, la società che vive nei sobborghi eleganti è vista dagli occhi di una donna libera, sincera e audace, anche se intimamente accompagnata da un certo senso di colpa «ebraica».

Laura Boss appartiene alla suddetta società medio borghese per cui l’ideale di ogni donna è quello di comportarsi alla stessa stregua dell’uomo. E il linguaggio di Laura Boss pare proprio voler emulare quello dell’uomo: è duro, forte e rude, più di quello di molti poeti americani. E per questo potremo addirittura includerla nella scuola dei poeti Beat capeggiata da A lien Ginsberg — di cui Laura è anche amica —, e non solo per la forma libera ed estensiva del suo linguaggio poetico, ma anche per quel suo ribellarsi contro quella fascia sociale a cui appartiene e dalla quale riesce a prendere una debita distanza che le consente la possibilità di descrìverla con dura ironia e spietata critica. In lei si scatena l’eterno problema che si chiude ad anello nel tempo: matriarcato o patriarcato ? In questo dilemma si dibatte oggi la società americana e non potendo decidere tra l’uno e l’altro, gli Americani giocano su una ridicola vìa di mezzo che, per natura, è una relazione impossibile in quanto, a dispetto di tutto, in una convivenza umana a due, è sempre la personalità più forte— uomo o donna — ad avere il sopravvento.

Quando il mondo mediterraneo iniziò, nella preistoria, la sua corsa verso la civiltà, era una struttura matriarcale; pensare, che, se un re sopravviveva agli anni di regno concessogli veniva scorticato vivo o se un qualsiasi altro uomo osava alzare /’egida di una fanciulla veniva squartato dalle donne. Era un mondo quasi di bulli che delle volte usavano gli uomini come stalloni e schiavi e si accaparravano tutto il potere sociale, religioso ed economico. Solo dopo un lungo cammino, gli Indoeuropei, venuti dalle lontane steppe asiatiche, riuscirono a porre di nuovo lo scettro in mano agli uomini. // conflitto, però, fu duro, almeno nel Mediterraneo, dove le divinità femmine, le dee, continuarono a ribellarsi alle divinità maschili. Furono, allora abbattuti diversi templi dedicati alle dee, ma Zeus, lo stesso, non riuscì mai ad avere il controllo completo sulle femmine. Forse, soltanto gli uomini arabi e siciliani sono riusciti a dominare il sesso opposto.

Pare che la donna americana, in questi ultimi secoli abbia fatto molta strada in una inversione di marcia, tanto è vero che, al presente, ottiene più privilegi legali che sociali. Si può dire, inoltre, che la maggioranza dell’economia americana è già nelle mani delle donne (pensiamo a quante donne sopravvivono ai mariti), molte azioni di corporations sono in nome delle donne che però non controllano ancora tutte le leve dell’impero economico americano.

Per questo stato di cose, la società americana non ha istituzioni solide su cui basarsi: non è chiaro, infatti, se il potere sia nelle mani delle donne o degli uomini, oppure nell’aggregazione di entrambi. Una cosa è certa, che le famiglie continuano a disgregarsi e ai giovani viene meno l’appoggio dell’istituzione famiglia; molti non sanno dove rintracciare la madre la quale nel nome della libertà e dell’indipendenza crea per ifigli soltanto incertezza. L’infelicità di tutti sta nel non sapere quale comportamento sia quello giusto e quale no. Tutto questo traspare dalle poesie di Laura Boss, donna moderna, colta e appartenente alla classe agiata. / suoi versi sono critica e costatazione.

Le grandissime citta disgregano le famiglie. / valori dei piccoli agricoltori con le loro fattorie indipendenti vengono dal sistema volutamente schiacciati o cancellati; ormai ogni attività lavorativa dell’uomo viene svalutati e disprezzata e sostituita, in nome dell’efficienza, dai robots e dai computers; alcuni rioni delle città diventano dormitori per assistiti e disoccupati; milioni di lavoratori con le loro famiglie non hanno più una sede fissa perché si spostano continua- mente da uno stato all’altro in cerca di lavoro, e vivono in città. La società capitalistica americana ha rotto la schiena dura e forte dell’individuo americano ambientato con il suo gruppo familiare nei campi, «the Farmer» (una base forte e sicura sino alla fine del secolo scorso), così che oggi solo rimane alla classe media la funzione di ultimo pilastro della struttura sociale americana. Ma essa infrange molti di quei valori che sono leggi di natura; i giusti rapporti tra uomo e donna, frutto di una evoluzione e di uno sviluppo biologico, che dovrebbero essere ritenuti quale giusta misura del convivere dei due sessi.

Le misure della convivenza sono date invece, in gran parte, dalle esigenze dell’impero economico che vuol trarre il massimo profitto dalla vendita di tutti quei prodotti pubblicizzati dai mass-media che bombardano soprattutto le donne; il consumo orbita, perciò, intorno alle donne e incoraggia il graduale sviluppo del matriarcato senza, però, dare lo scettro in mano alla donna.

Riassumendo: eliminato l’agricoltore indipendente, solido pilastro della società del secolo scorso; svuotato di ogni dignità il lavoratore e specificatamente l’operaio; distrutto il puritanesimo calvinista della classe media, la società americana, pare sul punto di crollare.

Leggiamo la poesia “Cambio ”: gli amici del marito di Laura Boss sono tutti mariti medici, anche chi li accoglie a una festa in casa è moglie di un medico, ma la padrona di casa non è la prima moglie. Della prima moglie, in quella casa, è scomparsa ogni traccia, anche i divani sono stati rivestiti con fodere nuove. Le donne parlano dei figli, ma non la padrona di casa che li ha lasciati sotto gli otto anni al primo marito insegnante. Gli insegnanti appartengono a una categoria inferiore a quella dei medici. I medici, in America, sono molto ricchi, basta pensare al numero chiuso delle università di medicina (oh se i medici italiani potessero ottenere anch’essi il numero chiuso, sono sicuro che, ideologie a parte, sarebbero tutti d’accordo!). Con un reddito minimo di centocinquanta milioni di lire all’anno le mogli dei medici collezionano merletti e mobili antichi, come la moglie dell’ospite che prima era infermiera ed ora è diventata moglie del primario. La moglie del dermatologo dice che «la bella pelle» è ereditaria, lei questa fortuna non c’è l’ha, sua madre era piena di rughe sin da giovane e suo figlio ragazzino ha la faccia costellata di brufoli. Intanto guarda con viso arcigno «suo marito che fascia con un sorriso la barista senza rughe». Queste mogli a cavallo di una società che tende ai matriarcato, scelgono anche mariti trent’anni più vecchi di loro e naturalmente non hanno figli ma abiti e gioielli costosissimi. E poi c’è la poesia «Guardaroba per Signore»: la maggioranza della società consumistica è fatta di donne, che pagano per farsi fare maschere di menta e julip, alla ricerca di quella bellezza che magari, non hanno mai avuto; c’è la ginnastica e la corsa alla bicicletta fissata a! pavimento per tenere la linea, e ci sono le ciglia finte. E come se ciò non bastasse, tutti i mass-media, la televisione e tante altre istituzioni martellano la donna per farle acquistare questo o quel l’altro prodotto per l’igiene intima, la carta igienica che è un fenomeno di finezza, e pillole e vitamine, miracoli che aumentano nella donna la necessità di comprare e comprare, un consumo assurdo che può soltanto allungare di qualche anno la finta giovinezza per attrarre, magari, i mariti delle altre. La società di oggi gioca sulle debolezze e sull’egoismo femminile.

Laura Boss descrive tutta questa irrequietezza della donna americana, ama ifigli anche se non li chiama per nome, eppure li sente, a volte come peso; peso e pure la presenza de! marito e ce lo fa capire, rispecchiando fedelmente, attraverso la propria vita la vita medio borghese americana.

Si tratta di un ’opera che va collegata alla poesia di Louis Simpson anche lui esponente della stessa classe borghese che fa però una critica positiva con l’intenzione di indicare un modo logico per modificare e migliorare il sistema, mentre Laura Boss denunzia quasi l’inizio di una irrevocabile disgregazione della società americana che consuma il sessanta per cento di tutte le risorse del mondo.

Come riparare al disastro?Forse la risposta, dopo la constatazione di Laura Boss, sta nelle poesie di Maria Gillan che descrive prati gialli di ranuncoli, lotti di terreno abbandonali dove volano ancora le farfalle colorate e piccoli rumori del mattino in una casa dove vive una famiglia unita.

Nat Scammacca

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