LE MADONIE – di PIETRO ATTINASI –

LE MADONIE – di PIETRO ATTINASI –

 

e Madonie di Pietro Attinasi
e Madonie di Pietro Attinasi

Esistiamo da 200 milioLe Madonie di Pietro Attinasini di anni e come la Prealpi abbiamo calcari fossiliferi, a volte dolo- mitici. E fenomeni carsici come “zotte” (doli- ne) e grotte con stalattiti e con stalagmiti. Dicono di noi che siamo «un edificio a falde di ricoprimento iniziatosi durante il Miocene e continuatosi con la deformazione dei terreni tardo mioceni-pleistocenici grazie ad un pro- cesso di tettonica compressiva» (Giulio Randazzo). Ma raggiungiamo il cielo dei 2000 metri, e siamo sponda ai Mare chiamato Nostro dai La- tini, che invece è veramente nostro per natura. E abbiamo fiumi di confine, Imera e Pollina, e diamo acqua, dolce e amara, e Sale per la plastica e per le pietanze. E vennero i Sicani e i Siculi, ed abitarono tra noi. E vennero i Greci, ma sino al sesto secolo restammo impenetrati, compresi “nell’arco Mi- lazzo-Enna-Cefalù”. E vennero i Punici di Cartagine e fecero razzie, in guerre coi Siracusani. E vennero i Romani, e ci presero, finalmenteci presero. Dicono di noi che fummo «barriera ai traffici da sud a nord lungo le valli dell’Imera Settentrionale e Meridionale» e nello stesso tempo «approdo e rifugio rispetto alla ristretta fascia costiera e alla desertificazione dell’alto piano interno». Un tempo si svolgeva tra le nostre valli un’economia «legata ai cicli lunghi del bosco e della pastorizia». E vennero i Vandali, e i Goti, e quelli di Bisanzio, e quelli di Maometto, e quelli della Normandia, e della Svevia, e d’Angiò, e della ligure Ventimiglia, e d’Aragona, e della Catalogna, e di Castiglia, che dopo insieme furono la Spagna. E vennero i Borboni e infine Garibaldi con i Piemontesi, a prendersi il mare e le montagne di Sicilia. E noi con essa. Noi fummo pure sotto quel Benito Romagnolo che fece scrivere sui muri delle strade e delle piazze parole di assalti, di cui non ci frega- va niente; ora per fortuna cancellate. Vennero infine gli Americani, che misero in fuga gli ultimi Germanici e ci condussero sotto la Bandiera che tolse lo stemma di Savoia. Noi però abbiamo mantenuto il nostro volto integro per testimoniare. Ma se ne sono andati molti. Per Palermo per Roma, per Firenze, per Milano, per Torino, per Parigi e Francoforte e Bruxelles e Zurigo e New York e Bueno Aires e Sidney. Chi è rimasto si è fatto coraggio e ora respinge le immagini della violenza che toglie la Libertà , e vuole in questo lembo di terra apprezzare le braccia e la mente che portano il Pane in Famiglia. Noi abbiamo conservato risorse per millenni, e siamo capaci di dare. Noi, che chiamano Monti delle Madonie. (da Fuga II Libro Delle Madonie)

Traduzione Nat Scammacca
Traduzione Nat Scammacca